Repubblica del Congo, anche la ‘ndrangheta nel grande affare mondiale del Coltan

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio

Che la ‘ndrangheta si sia trasformata in una grande holding planetaria è fatto risaputo e confermato da decine e decine di inchieste giudiziarie in mezzo mondo.


L’organizzazione criminale che più di ogni altra ha saputo coniugare quelle forme primitive di clan familiare con la modernità degli affari attenendosi a quel modello di “Mafia Imprenditrice” che venne ben definito nel testo del Prof. Pino Arlacchi edito nel lontanissimo 1983 e che è considerato una pietra miliare della storia della dottrine dell’antimafia sociale.

Dottrina e pensiero che soprattutto in Calabria non ha mai avuto alcuna fortuna.

La Repubblica del Congo è uno dei territori più ricchi di minerali preziosi dell’intero Pianeta ed è teatro di interessi impressionanti.

Macrointeressi che mantengono il territorio in guerra perenne per sfruttarne gli immensi giacimenti nel verbo del supercapitalismo che uccide e si macchia di stermini gravissimi nel nome del denaro e del potere.

Milioni i morti di una guerra infinita. Numerosi i pentiti, anche quelli di nuova generazione, che hanno parlato di interessi di cosche della ‘ndrangheta in Africa, dal traffico di diamanti dello Zaire di un tempo al moderno traffico di coltan e altri minerali preziosi nella Repubblica del Congo.

In un documento della direzione Distrettuale Antimafia di Roma si legge di un presunto rapporto di un diplomatico della Repubblica del Congo in servizio a Roma sospettato di aver intrattenuto contatti con esponenti della ‘ndrangheta per operazioni di riciclaggio.

Nella Repubblica del Congo a sfruttare le tante materie prime disponibili non solo la ‘ndrangheta ma anche altre organizzazioni criminali.

Collaudata la strategia della ‘ndrangheta, quella di offrire droga ed armi ed ottenere in cambio ingenti quantità di minerali preziosi.

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Ingente sequestro di droga, partita diretta in Africa

E le armi in un Paese in guerra perenne sono merce preziosissima che si baratta con tutto, dall’oro al rame, dal cobalto al coltan, dai diamanti all’oro, dallo zinco all’uranio, dallo stagno all’argento, dal carbone al manganese, dal tungsteno al cadmio.

Del resto non sarebbe la prima volta che la ‘ndrangheta tesse interessi in Africa. Sin dagli anni ’80 si sospettano rapporti con alcuni Stati africani soprattutto per il grande affare dello smaltimento illegale di enormi quantità di rifiuti tossici.

La ‘ndrangheta si conferma, quindi, ancora una volta una grande holding internazionale pronta ad essere presente e protagonista in ogni parte del Globo dove si possono trarre immensi profitti e coltivare grandi  proventi da poter poi riciclare nelle grandi metropoli e nelle borse dell’alta finanza dove il denaro non ha mai emanato alcun profumo o cattivo odore e la cui provenienza non ha mai interessato nessuno.

(Foto: Fonte, Dagospia.com – Dago FotoGallery : Miniera di Coltan)

Redazione

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