Operazione “Eyphemos”, agli arresti domiciliari il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Domenico Creazzo, eletto con oltre 8.000 voti

pubblicato da LaRedazione

E’ il primo consigliere regionale del nuovo consiglio ancora neanche insediatosi ufficialmente a rimanere coinvolto in una vasta operazione antindrangheta. Si tratta del giovane consigliere regionale Domenico Creazzo eletto con ben 8.033 voti da primo eletto nella lista di Fratelli d’Italia che nella provincia di Reggio ha ottenuto risultati strabilianti con una percentuale record del 16%, ben 34.712 voti di lista su un totale di 230.694 votanti.

Del resto non è la prima volta che esponenti di spicco del partito di Giorgia Meloni a Reggio Calabria rimangono coinvolti in spiacevoli vicende. Basti accennare l’operazione “Libro Nero” dove rimase coinvolto l’ex consigliere regionale, sempre di Fratelli d’Italia, Sandro Nicolò. La leader Giorgia Meloni intese, a quel punto, affidare al fidatissimo deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, la conduzione commissariale del partito a Reggio Calabria. Ma evidentemente tale commissariamento non è stato sufficiente per evitare che Fratelli d’Italia rimanesse nuovamente coinvolta con suoi esponenti in vicende giudiziarie.

L’operazione “Eyphemos” contro il potentissimo e storico clan Alvaro  è stata coordinata dal pm Stefano Musolino, dall’aggiunto Gabriele Paci e dal procuratore capo Giovanni Bombardieri. E sin dalle prime ore dell’alba l’operazione è stata finalizzata all’esecuzione di 65 ordinanze di custodia cautelare, di cui 53 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, emesse nei confronti dei capi storici, elementi di vertice e affiliati di una pericolosa locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte [RC] – funzionalmente dipendente dalla potente cosca Alvaro imperante a Sinopoli [RC], San Procopio [RC], Cosoleto [RC], Delianuova [RC] e zone limitrofe – ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, diversi reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di P.S. di Palmi [RC], con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, coadiuvati dagli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine e di diverse Squadre Mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni. Impiegati circa 600 agenti della Polizia di Stato.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala conferenze della Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri e del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci, del Direttore Centrale Anticrimine Francesco Messina, del Questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone e del Direttore Centrale Operativo Fausto Lamparelli.

Redazione

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