Coronavirus, la Calabria dimenticata

pubblicato da La Redazione

Anche in questa gravissima emergenza del Covid-19 si registra da parte del Governo nazionale un trattamento diseguale sul piano regionale. Ancora una volta la Calabria, come sempre, viene dimenticata, emarginata ed ignorata. Gravissima l’ultima dichiarazione della Governatrice Jole Santelli nella quale afferma che sono “pronti 100 posti di terapia intensiva mancano ancora i ventilatori”, nonostante i continui appelli. “Ci sono due Italie, a noi arrivano solo le briciole” ha affermato la Governatrice. La storia, quindi, si ripete. Oramai sono decenni che il Sud è regolarmente dimenticato dal Governo nazionale. Sono anni che la questione meridionale è stata cancellata dall’agenda di Governo. Sono anni che la sanità pubblica subisce tagli su tagli, ben 37 miliardi negli ultimi dieci anni, soprattutto nelle Regioni meridionali. Ed oggi questo scellerato modo di governare che coinvolge tutti i governi della Seconda Repubblica sia di centrodestra che di centrosinistra porta il conto. Un conto a spese del bene più importante dei cittadini, quello alla tutela della propria salute. Un sistema sanitario distrutto dall’insieme di fattori concomitanti, la volontà politica di emarginare il Sud ed alimentare i viaggi della speranza, una classe politica locale e regionale che sulla sanità ha speculato arricchendosi con flussi di tangenti e assunzioni e carriere clientelari alimentando voto di scambio e l’interesse a distruggere la sanità pubblica per finanziare la sanità privata accreditata dove tanti esponenti della politica calabrese hanno investito e riciclato i frutti della loro attività politica corruttiva. Una situazione allarmante frutto di anni ed anni di compiaciuto silenzio da parte del Governo nazionale, di omertà e connivenza delle istituzioni e dell’azione dirompente e sistematica di un ceto politico predone e interessato solo alla propria autoconservazione anche dinastica con la gestione del territorio e del potere. Il tutto con la complicità anche delle mafie che nella sanità ha intessuto rapporti affaristici e rapporti mirati a costruire legami sempre più intensi con quella classe politica che garantisce alla criminalità stessa un grado di impunità sempre più radicato. Un “sistema” nella quale la sanità è una parte importante. Una sanità che assolve sempre più alle logiche del potere e sempre meno a quello che dovrebbe, invece, assolvere, cioè alla cura della salute dei cittadini. Pur ammettendo che esistono delle eccellenze di alto livello e pur lodando tanti operatori della sanità che danno il massimo la sanità in Calabria rimane una sanità malata e afflitta da un male incurabile: il dominio della politica sulla sanità.
Gianfranco Bonofiglio

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