Questa sera su “Report”, RaiTre, “Grande Raccordo Criminale”, la ‘ndrangheta alla conquista della Capitale

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio

Che la Capitale, la Città della Grande Bellezza, sia da anni meta della criminalità è fatto risaputo. Molteplici gli interessi che circolano intorno ad una metropoli importante come Roma e soprattutto fortissimo il desiderio di creare le condizioni per entrare nei Palazzi del potere.


La ‘ndrangheta, a differenza della mafia siciliana che nel periodo di dominio dei corleonesi optò per lo scontro diretto con lo Stato, è stata sempre convinta che lo Stato non deve essere combattuto ma deve essere infiltrato, cioè è necessario inserire in ruoli importanti dello Stato, uomini legati e collusi con la ‘ndrangheta stessa.

Gli “invisibili”, immacolati, incensurati, al di sopra di ogni sospetto ma in realtà funzionali al “Sistema” di impunità che ha consentito alle famiglie di ‘ndrangheta anni di protezioni e privilegi.

Con questo modello la ‘ndrangheta ha vinto.

E’ riuscita a surclassare tutte le altre organizzazioni criminali costruendo una leadership nazionale e mondiale.

La vera forza della criminalità calabrese è sempre stata e lo è ancor più oggi, la capacità di infiltrazione nelle Istituzioni.

Non solo con esponenti politici votati direttamente con i pacchetti di voti da sempre detenuti dalle potenti famiglie ‘ndranghetiste, ma anche funzionari, dirigenti, burocrati, uomini delle forze dell’ordine e del mondo della Giustizia.

Per tale motivo Roma è sempre stata appetibile.

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Roma, sempre più invasa dalla criminalità

Basti ricordare il ruolo che ebbe la ‘ndrangheta nel 1978 nel sequestro di Aldo Moro e di come già dopo qualche giorno del rapimento la ‘ndrangheta stessa, ovviamente inascoltata, rivelò con millimetrica precisione a personaggi della vecchia Dc dove fosse ubicata la prigione di Aldo Moro.

Un noto esponente di ‘ndrangheta disse ad un politico Dc “A Roma vivono 400.000 calabresi e a noi non sfugge nulla di quello che accade in città”. Ed era il lontano 1978.

Da allora ad oggi il potere si è centuplicato con continui investimenti e riciclaggio in attività di ristorazione, in alberghi e in tante attività economiche.

La vera “Mafia Imprenditrice” a Roma da decenni ha riciclato e investito su Roma capitali immensi provenienti dal controllo capillare del mercato della droga.

Tantissime le inchieste giudiziarie, numerosi i sequestri di locali famosi e frequentati dalla “Roma – bene”.

Dettagliate le relazioni della Dia e della Commissione Parlamentare Antimafia sull’attività criminale e di riciclaggio della ‘ndrangheta nella Capitale.

Numerosi anche i pentiti che in più occasioni hanno parlato di operazioni di riciclaggio e acquisto di attività imprenditoriali su Roma.

Il monopolio del mercato della cocaina dai Paesi del Sud America controllato dai narcos che in esclusiva vendono immense quantità di cocaina alle famiglie di ‘ndrangheta che inondano tutte le pizze di spaccio d’Italia e d’Europa consente alla ‘ndrangheta di gestire miliardi e miliardi di euro da dover ripulire e riciclare nel mondo dell’economia.

Quale piazza migliore di Roma.

E nella puntata di stasera alle 20,55 su RaiTre, Sigfrido Ranucci, conduttore di “Report” racconterà una storia risalente al 2008, quando il Clan Alvaro di Sinopoli, una potentissima e storica famiglia di ‘ndrangheta, tentò di infiltrarsi in Parlamento con loro uomini di fiducia.

Verranno riportati i contenuti di alcune informative inedite dei ROS dei Carabinieri collegate all’operazione “Rilancio” che nel 2011 infierì un durissimo colpo alla cosca Alvaro di Sinopoli e Cosoleto.

Per gli investigatori nel 2008 con le elezioni politiche alle porte la vicenda (che sarà oggetto della puntata di “Report”) è in grado di ricostruire la profondità delle infiltrazioni politiche degli Alvaro a Roma.

Ovviamente si tratta solo di uno specifico momento e di una sola famiglia di ‘ndrangheta.

Probabilmente negli anni tante saranno state le storie di infiltrazioni fra politica e criminalità e tanti saranno i collegamenti fra i “colletti bianchi”, collusi e insospettabili ed il mondo variegato e non sempre limpido del sottobosco della politica che a Roma ha sempre avuto un ruolo certamente non superficiale.

E negli anni con una colpevole e voluta sottovalutazione del fenomeno la ‘ndrangheta ha conquistato spazi sempre più ampi.

Lo è stato per anni, lo è ancora oggi e lo sarà anche in futuro.

Un “sistema” collaudato, ben oliato, potente e finora inscalfibile.

Redazione
 

 

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