Coronavirus, in Calabria sinora solo 1165 tamponi, è necessario farne di più

pubblicato da La Redazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’OMS, non ripete altro: “Se si vuole davvero combattere il coronavirus è necessario fare più test possibili, testare ogni sospetto caso di Covid- 19. isolarlo e rintracciare tutti qualli con cui è entrato in contatto negli ultimi giorni”. L’unico ad insistere sulla necessità di intensificare il numero dei test è stato il Governatore del Veneto, Luca Zaia.  “Nella scorsa settimana, abbiamo visto una rapida escalation dei casi di COVID-19, siamo al punto in cui ci sono più casi e morti nel resto del mondo che in Cina. I governi hanno messo in campo – ha affermato il dottor  Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – una serie di misure per il distanziamento sociale, tra cui la chiusura delle scuole e la cancellazione degli eventi pubblici, ma non si sono mossi con la stessa velocità per tracciare i nuovi casi, isolare le persone contagiate e rintracciare la loro rete di contatti. La strada più efficace per prevenire le infezioni e salvare delle vite è rompere la catena di trasmissione del coronavirus, ma per farlo è necessario testare e isolare le persone contagiate. Non si può spegnere un incendio da bendati. E non possiamo fermare questa pandemia se non sappiamo chi è infetto. Abbiamo un semplice messaggio per tutte le nazioni: test, test, test. Testate ogni sospetto caso di COVID-19, isolatelo e rintracciate tutti quelli con cui è entrato in contatto negli ultimi giorni”. Ma nonostante tale indicazione non sembra che nel Paese si stia seguendo tale indicazione. Prendiamo alcuni esempi. Al 16 marzo nelle Marche, una delle aree più colpite con 1242 casi, hanno esaminato poco più di 3mila tamponi;  In Liguria sono stati effettuati 2200 tamponi; Nel Lazio quasi 10mila tamponi; In Campania, poco più di 2500 tamponi. Nella nostra Calabria solo 1.165. “Se in un’area determinata riesco a sottoporre a tampone tutte le persone sintomatiche e le isolo a domicilio –  afferma Marcello Tavio, direttore di Malattie infettive alle ‘Torrette’, gli Ospedali Riuniti di Ancona e presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropical – in condizioni di sicurezza, o le porto in ospedale, è come se avessi ‘disinfettato’ l’area. Questa è l’ipotesi che ritengo più ragionevole. Ed è il motivo per cui noi della Simit ci battiamo perché il tampone sia esteso in tutta Italia, a tutti i casi sintomatici. Noi lamentiamo la scarsità sia di laboratori dove poter effettuare il tampone con le necessarie garanzie di qualità, sia la scarsità di tamponi disponibili nei singoli punti di accesso. Abbiamo una domanda molto superiore all’offerta. Riteniamo che le istituzioni si debbano attivare per aumentare enormemente l’offerta, soprattutto adesso che siamo passati da una situazione di epidemia a una di pandemia, in cui resta di grande importanza sapere se una persona è affetta da coronavirus oppure no”.
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