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Giuseppe Conte in Calabria, “Piano Sud 2030, per fermare l’esodo dei giovani”

by La Redazione

Il Premier Giuseppe Conte accompagnato dai Ministri Giuseppe Provenzano e Lucia Azzolina in Calabria, a Gioia tauro, per presentare il “Piano Sud 2030” nell’ottica di rilanciare con i fatti una nuova strategia meridionalista ed una nuova attenzione del Governo centrale nei confronti di un Meridione che arranca sempre più. “Ho chiesto la fiducia anche sulla base di un impegno solenne rivolto a tutti gli italiani, di rilanciare il Sud, di abbattere le barriere che dividono paese, ridurre squilibri, arginare lo spopolamento, fermare l’esportazioni delle migliori eccellenze, i giovani. Oggi siamo qui, per progetto corale di tutti noi. Oggi siamo qui  – ha affermato il Premier Giuseppe Conte – per piantare le radici delle nostre idee e del nostro progetto. E’ la prima volta che un Governo progetta un impegno decennale per il sud. Il Piano Sud è un piano per l’Italia. Vogliamo mettere il Mezzogiorno in cima ai nostri pensieri di governo. L’esodo delle nuove generazioni è la vera emergenza del Paese e con questo percorso vogliamo garantire il diritto a restare, a costruirsi il futuro dove si è nati. I giovani se ne vanno non solo per la mancanza di lavoro, ma anche per mancanza di una prospettiva di futuro da qui a 10 anni o 20 anni. Per questo abbiamo chiamato il nostro piano Sud 2030”. Per il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano “I giovani, l’innovazione, l’ambiente, l’inclusività e il ruolo del Mediterraneo sono le cinque missioni individuate nel Piano. Ammontano a 21 miliardi di euro, per il triennio 2020-2022, le risorse come primo impatto, previste nel Piano per il Sud nella Legge di bilancio 2020 che consentirà di incrementare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno, agendo sul riequilibrio della spesa ordinaria e l’accelerazione della spesa aggiuntiva. Parte integrante del Piano Sud 2030 sarà l’attività di nuova programmazione per il periodo 2021-27, delle risorse della politica di coesione nazionale ed europea. Il Sud cresce se si internazionalizza e se coglie la sua vera vocazione che è il Mediterraneo, che è il nostro interesse strategico nazionale. Dobbiamo farlo capire anche all’Europa quanto è importante la centralità del Mediterraneo”.
Redazione

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