Calabria, l’ultimo treno per un vero cambiamento

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio
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Parte l’undicesima legislatura regionale con delle novità. Per la prima volta una donna alla guida elle Regione dopo ben 15 Presidenti, tutti rigorosamente di genere maschile. E con questa novità ci si augura anche che questa undicesima legislatura possa essere quella che riesca non a fare miracoli ma almeno ad invertire la rotta. Che possa riuscire a far risalire la china ad una terra che fin da troppo tempo detiene gli ultimi posti in tante, anzi troppe, graduatorie. Che possa contribuire a far ritornare il Pil ad un segno positivo dato che la Calabria è l’unica regione d’Europa che accosta al suo Pil un segno negativo. E quale può essere la formula per fare in modo che realmente l’auspicata inversione possa realizzarsi. La formula è solo quella che la Regione Calabria possa e debba coinvolgere il Governo e quindi i palazzi romani che contano che affrontare con decisione la questione calabrese è in realtà l’avvio concreto per un nuovo e necessario meridionalismo. Solo con una combinata azione fra Regione- Governo nazionale ed utilizzo corretto dei fondi comunitari si potranno costruire le basi per una inversione di tendenza puntando sui tesori mai sfruttati che madre natura ha concesso alla Calabria. Il Turismo, il turismo religioso, la rete dei borghi, le produzioni agricole di qualità, solo per fare degli esempi possibili e realizzabili. Ma tutto ciò impone cambiamenti radicali. Impone la sburocratizzazione dell’Ente Regione fin troppo succube di una burocrazia che rallenta tutto e che costituisce un blocco allo sviluppo. Impone una diversa utilizzazione dei fondi comunitari, non più a pioggia e mirati solo a soddisfare esigenze di natura clientelare ed assistenziale che non producono nulla ma finanziamenti oculati legati a progetti che nel tempo possano poi camminare da soli e produrre quella ricchezza che un ceto politico e miope non ha mai voluto privilegiando una politica assistenziale e clientelare che è stata la vera cancrena del nostro mancato sviluppo troppo spesso pianificato e voluto. Vedremo se sarà la volta buona. Vedremo se a Roma si ricorderanno della Calabria. Vedremo se qualcosa cambierà realmente. E tale speranza rappresenta l’ultimo treno per una terra dove i giovani vanno via e dove lo spopolamento è inarrestabile. L’ultimo treno per un ceto politico che deve riacquistare credibilità. L’ultimo treno per questa nostra terra. Bella e maledetta.
Gianfranco Bonofiglio

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