Reggio Calabria, un arresto da parte dei Carabinieri

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio
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Martedì scorso, i Carabinieri della sezione radiomobile assieme ai colleghi della stazione Reggio Calabria Rione Modena, hanno arrestato L.D, 34enne, accusato di tentato omicidio, atti persecutori, minacce e danneggiamento.

In particolare l’uomo, durante la notte, si è recato dall’ex compagna ed ha iniziato a lanciare pietre e arance nei confronti dell’abitazione posta in Viale Aldo Moro, danneggiandone le vetrate nonché, ha incendiato la tapparella del piano terra, mediante l’utilizzo di liquido infiammabile, facendo propagare le fiamme anche all’interno dell’appartamento.

La donna, accortasi del fumo, chiamava subito i Carabinieri che, giunti sul posto nell’immediatezza, coglievano in flagrante l’uomo intento ancora a lanciare oggetti nei confronti dell’abitazione.

Una volta spente le fiamme, l’uomo è stato dichiarato in stato d’arresto e ristretto presso la casa circondariale di Arghillà, mettendolo a disposizione dell’autorità giudiziaria reggina.

La donna invece, una volta tranquillizzata dal militare specializzato per questi tipi di reati, è ritornata serenamente presso la propria abitazione.

Nell’occasione si ricorda che, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, con l’introduzione della Legge n.69 del 2019, cosiddetta “Codice Rosso” e le linee guida redatte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha pianificato un protocollo operativo affidato ad una specifica rete di militari selezionati e coordinati dal responsabile della polizia giudiziaria a livello locale, che si identifica nel Comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri competente per territorio del fatto reato.

Questa rete di militari, per la quale sono state privilegiate militari di sesso femminile e/o comunque militari particolarmente sensibili al fenomeno della violenza di genere, ha approfondito e sviluppato il predetto protocollo attraverso la stesura di alcuni formulari e verbali al fine di essere tempestivi e completi in relazione al primo intervento e alla trattazione della comunicazione di notizia di reato da inviare all’autorità giudiziaria.

Questa “Rete supporto anti violenza” è composta da militari che si renderanno prontamente reperibili in caso di necessità e seguiranno la vittima attuando tutte le procedure operative richieste, a partire dalla stesura della denuncia e per finire, ove si rendesse necessario, con la collocazione nel centro anti-violenza.

Riceviamo e pubblichiamo 

 

 

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