Roma, omicidio di Luca Sacchi, coinvolta anche la ‘ndrangheta?

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio

L’omicidio a Roma del giovane Luca Sacchi, il 24enne ucciso lo scorso 23 ottobre nel corso di una rapina, che ha destato tanto clamore continua a far discutere. A giudizio degli inquirenti che continuano ad indagare su quanto accaduto i due giovani coinvolti nell’assassinio avrebbero legami molto forti con i giovani della ‘ndrangheta calabrese, con le nuove leve delle famiglie della ‘ndrangheta che vivono a Roma e controllano alcune aree della capitale. Uno dei due giovani coinvolti nel delitto, Paolo Pirino, che per gli inquirenti era  alla guida della smart con cui l’altro giovane, Valerio Del Grosso, raggiunse il luogo del delitto, sarebbe amico di elementi di spicco della ‘ndrangheta provenienti da Platì e padroni del quartiere San Basilio, “nuove leve che vivono come fossero in una serie tv, scimmiottando – per come scrive il quotidiano Il Messaggero – gangster di livello e intonando i neomelodici che tanto piacciono alla mala, ma meno “educate” secondo i codici antichi delle cosche e più spregiudicate”. Una nuova elitè criminale che tende più a somigliare ai canoni dipinti in “Gomorra” che ai loro avi calabresi che hanno vissuto con un “codice” ben diverso e con regole molto diverse da quella adottate dalla new generation amanti del lusso, delle belle auto, delle donne e, soprattutto, del manifestarsi all’esterno con i social e con tutto ciò che possa apparire il più possibile. L’esatto contrario della ‘ndrangheta di un tempo che preferiva eclissarsi e non mettersi in mostra. Ovviamente la scelta di apparire ed esporsi volontariamente rende le nuove leve molto più vulnerabili all’azione giudiziaria.

Redazione

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