Calabria, allarme spopolamento, ben 190 i comuni in forte calo demografico

pubblicato da La Redazione

Negli ultimi anni si è accentuato un fenomeno molto grave che rischia nel tempo di modificare l’assetto sociale ed economico della nostra Regione già in profonda crisi dal 2008, l’anno dell’inizio ufficiale della crisi economica che almeno in Calabria non accenna ad alcun miglioramento. Quello del progressivo spopolamento delle aree interne e di tanti comuni che dal censimento risalente al 1981 hanno perso almeno il 20% della loro popolazione residente. E i comuni interessati a tale fenomeno sono nella nostra Regione ben 190 sul totale di 404. Uno spopolamento che ridotto la popolazione complessiva della Calabria a 1.975.000 residenti circa, ben lontani dai 2.200.000 degli anni ’80. Ma ancor più preoccupante è il fatto che in molti conservano la residenza in Calabria, ma, in realtà domiciliano e vivono altrove. Si calcola che i residenti “reali” in Calabria non superino 1.800.000. E quello che ancor di più dovrebbe far riflettere è la trasformazione demografica in atto. Sempre più pensionati, sempre più ultrasessantacinquenni, sempre meno giovani. Due i fattori determinanti. L’emigrazione dei giovani verso altri lidi ed il calo drastico della natalità delle coppie giovani che decidono di restare in Calabria, a dire il vero sempre meno. I giovani vanno via e quelli che rimangono non si sposano e non fanno figli. Con il risultato che l’età media della popolazione calabrese è salita a 56 anni e che i percettori di pensione su 1.800.000 abitanti reali sono oltre 720.000, il 40%. Cifre da capogiro. Cifre che indicano un trend di trasformazione di una società in profonda crisi. Ben 200.000 i giovani che hanno abbandonato la Calabria negli ultimi 15 anni, molti dei quali laureati e scolarizzati. Una vera e propria fuga dei cervelli con cifre che rimembrano i tempi delle ondate emigrazionali dei primi del ‘900 verso l’Argentina e dell’immediato dopoguerra verso la Germania. Ma in tutto questo contesto dove è la politica, cosa propongono i ceti dirigenti, quali programmi e quali iniziative si vogliono intraprendere per cercare di invertire la rotta, cosa si vuole fare per far rimanere i giovani nella loro terra. Tutte domande irrisolte con una classe politica autoreferenziale impegnata solo a perpetuare il loro potere e concentrata solo su se stessa. Intanto i giovani continuano ad andarsene e la popolazione che rimane ad invecchiare. L’Istat ha previsto che con tale ritmo nel 2050 la Calabria scenderà a 1.200.000 abitanti con la maggioranza di anziani. Una prospettiva che dovrebbe indurre a politiche adatte ad intervenire su un fenomeno che continua ad essere sottovalutato nel silenzio di tutti. Come sempre accade in Calabria.
Gianfranco Bonofiglio

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