Regionali 2020, il popolo del centrodestra ancora in attesa

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio

A solo poco più di tre settimane dalla scadenza della presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali del 26 gennaio i big del centrodestra non sono ancora riusciti a trovare cinque minuti da dedicare alla Calabria per decidere, una volta per tutte, il nome da candidare a Governatore. Il tutto mentre in Emilia Romagna la campagna elettorale è in corso da tempo con iniziative a tutto spiano e, addirittura, con iniziative elettorali anche in Campania e in Toscana dove si vota a giugno 2020. Iniziative come quella della cena elettorale tenutasi sabato scorso a Firenze con ben 1200 partecipanti organizzata dalla Lega con la partecipazione di Matteo Salvini. Di contro per la Regione Calabria continua il silenzio assordante di Berlusconi, Salvini e Meloni che continuano a non decidere fermi sulla posizione di Silvio Berlusconi che vorrebbe, giustamente, dare il nome che spetta a Forza Italia con una certa autonomia nei confronti della Lega e Fratelli d’Italia, che, invece, vogliono un nome condiviso. Ma il vero nodo gordiano con il quale si motiva il mostruoso ritardo sull’annuncio del nome da candidare a Governatore è il veto posto da Matteo Salvini al nome del Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che era stato designato da tempo quale candidato scelto da Forza Italia. Ed è su tale veto che sembra possa estendersi anche al nome di Roberto Occhiuto, il fratello deputato di Forza Italia. Una situazione di stallo inspiegabile, di natura giustizialista posta da un partito, tradizionalmente garantista come la Lega soprattutto con tutti i leghisti coinvolti in vicende giudiziarie. Una situazione di stallo che penalizza i calabresi trattati come coloni e schiavi di una terra che non merita, evidentemente, per i big del centrodestra considerazione alcuna. Altro che l’Emilia Romagna, la Toscana e la Campania. Un modo di fare ed un comportamento offensivo per la Calabria da parte di chi, a parole, sostiene di essere passato da un partito nordista, la Lega Nord, ad un partito nazionale, la Lega con a cuore anche quel Sud un tempo vituperato e deriso. Tanti i calabresi che hanno riposto fiducia nel cambiamento annunciato dalla Lega ma, nei fatti, tale disinteresse dimostra che ancora i retaggi del passato non sono trascorsi. Nel frattempo i calabresi attendono quando Matteo Salvini deciderà di incontrare Berlusconi e decidere, una volta per tutte, chi sarà il candidato. In molti sostengono che tale ritardo sia una strategia per umiliare Berlusconi e per renderne palese il fatto che oramai è considerato l’ultima ruota del carro del centrodestra a trazione sovranista. Ma i calabresi hanno una dignità e non possono più attendere ed essere umiliati in tal modo.
Redazione

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