Regionali 2020, continua l’impasse nel Pd con una crisi senza soluzione

pubblicato da Gianfranco Bonofiglio
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Il fragoroso rifiuto di Florindo Rubbettino alla proposta di candidatura rivoltagli da parte del segretario nazionale del partito, Nicola Zingaretti, con la regia del sempre eterno Agazio Loiero ha dato la conferma e la dimostrazione del livello di caos, di divisione e di guerra interna che ha raggiunto un partito che, soprattutto in Calabria, diviso fra colonnelli continua a farsi la guerra da sempre. Riproponendo la sindrome delle divisioni, delle scissioni e delle incomprensioni che hanno distrutto la sinistra e che hanno contribuito a regalare l’Italia al crescente sovranismo. Un tarlo quello delle divisione che ha caratterizzato la storia della sinistra e che continua la sua azione dirompente soprattutto in terra di Calabria. Un tarlo comunque che, seppur penalizzando in modo forte il centrosinistra, è oramai comune a tutti i partiti, movimenti e schieramenti. Un mondo politico, quello calabrese, che, a soli 40 giorni dalla presentazione delle liste non riesce a fornire i nomi dei candidati a Governatori oltre all’assoluto silenzio sui programmi. Fatta eccezione per la coalizione di centrosinistra che appoggia la ricandidatura di Mario Oliverio che ha promosso una leopolda calabrese per scrivere insieme a tutte le forze politiche, sindacali e civili il programma. Il Pd non riesce a trovare un candidato, il Movimento 5 Stelle ancora non decide, il centrodestra attende decisioni romane fra veti e controveti. Un panorama incredibile che ben fotografa una regione che non riesce a decollare e che non riesce a far emergere una nuova classe politica indispensabile per una speranza di rinascita. Cosa accadrà ora nel Pd. Certamente la strategia della segreteria nazionale del partito è stata ed è fallimentare. Ad approfittarne certamente il Governatore Mario Oliverio che aveva previsto tutto ciò e che rimane saldamente ancorato alla stragrande maggioranza del partito sul territorio. Certamente Oliverio spera in un ravvedimento del Pd a livello nazionale e all’apertura di un possibile dialogo. I tempi stringono e si avvicina inesorabile il termine ultimo per la presentazione delle liste. Se il Pd nazionale continua a perdere tempo nel voler ritrovare il candidato “civico” non potrà che rimediare in Calabria risultati deludenti e al di sotto dei già sconfortanti risultati ottenuti nelle regionali dell’Umbria. E’ sempre stato difficile se non impossibile comprendere le complicatissime dinamiche politiche calabresi dalle ovattate stanze del potere politico romano. La Calabria è una terra a se stante.

Redazione

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