Regionali,M5S: la deputata Dalila Nesci insiste con la sua autocandidatura

pubblicato da LaRedazione

Si acuisce la frattura fra la stragrande parte della numerosa deputazione calabrese del Movimento 5 Stelle ed il vertice romano del Movimento. E’ solo il caso di ricordare che nelle politiche del 4 marzo 2018 i pentastellati in Calabria con un boom elettorale incredibile hanno eletto ben 18 parlamentari su 31. Mai nessun partito dal 1948 ad oggi in Calabria ha raggiunto una percentuale simile di eletti, ben il 60% della pattuglia complessiva che rappresenta( per modo di dire) i calabresi in Parlamento. Tante erano le attese ma finora non si è visto nulla di nulla. Va anche precisato che nei giorni scorsi la pattuglia è scesa a 17 dopo l’abbandono della senatrice Silvia Vono passata nel partito ” Italia Viva” di Matteo  Renzi. I motivi della rottura con i vertici è la ferma volontà dei parlamentari pentastellati, capitanati in tale scelta dal senatore Nicola Morra, di non volere alcuna alleanza con il Pd. Inoltre si segnala anche la ferma volontà della deputata Dalila Nesci di proporre la sua autocandidatura a Governatore della Regione, nonostante il niet del capo politico, Luigi Di Maio, che in merito ha affermato “Dalila è intelligente, e sa che non si può fare. Abbiamo delle regole e vanno rispettate. Non esistono deroghe”. Ma, nonostante l’affermazione di Di Maio, la deputata pentastellata è ritornata alla carica rinnovando la sua proposta di autocandidatura. “In attesa di una strategia più delineata per la Calabria  io rimango a disposizione con la mia proposta di candidatura alla Presidenza della Regione; proposta che non credo debba essere ‘giudicata’, ma vagliata con la serietà che deve contraddistinguere una forza politica”. Quindi nei pentastellati si registrano ben tre posizioni, quella di vertice che vorrebbe l’alleanza con il Pd e la candidatura condivisa di un “civico” a Governatore, quella dei parlamentari calabresi contro qualsiasi forma di alleanza con il Pd e quella della deputata Dalia Nesci che insiste nella sua autocandidatura a Governatore. Non c’è che dire, un movimento nato sul vento dell’antipolitica che ha appreso, in pochissimo tempo, tutti i difetti della vecchia politica dei tempi andati.
Gianfranco Bonofiglio

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