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Sabato, 23 Marzo 2019
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Morto testimone giustizia Nello Ruello. Aveva 78 anni, tante le sue battaglie per affermazione legalità

Posted On Lunedì, 17 Dicembre 2018 10:49
Nello Ruello Nello Ruello

"Nello Ruello ha finito la sua battaglia". Con un post su Facebook l'avvocato Giovanna Fronte ha annunciato la morte del testimone di giustizia che ha assistito per oltre 15 anni nelle sue tante battaglie per l'affermazione della legalità. "Per me - ha commentato l'avvocato Fronte - Nello è stato non solo un cliente ma anche un amico. Sicuramente da lui ho imparato tanto. La sua morte mi lascia un vuoto profondo".

Ruello, che aveva 78 anni, era un fotografo molto affermato. Negli ultimi anni di vita si é battuto contro la decisione di revocargli la scorta in quanto si riteneva attenuato il pericolo di ritorsioni nei suoi confronti. Ne scaturì una battaglia legali conclusasi con la decisione della giustizia amministrativa di riassegnargli la protezione. Il celebre fotografo si è spento serenamente dopo una lunga malattia e la notizia ha ben presto fatto il giro della città, valicandone i confini in virtù del social network Facebook che lui raramente utilizzava e quando lo faceva era per denunciare la sua situazione di testimone di giustizia al quale era stata ridotta la scorta e sostituita con un servizio di sorveglianza più blando.

Una decisione che il professionista vibonese non aveva mai accettato accusando anche quello stesso Stato che ha aiutato con le sue denunce finite col portare alla condanna dei suoi aguzzini. Persone da far tremare i polsi se solo si pensa che i loro nomi erano Lo Bianco e Barba. Eppure lui non si tirò indietro. Spinto anche dalla disperazione di aver perso tutto, la sua attività, il suo lavoro, la sua esistenza a causa del baratro dell’usura nel quale era precipitato. Siamo a metà degli anni 2000.

Nello Ruello prende coraggio e denuncia. Trova sul suo cammino l’avocato Giovanna Fronte e uomini dello Stato come gli allora vertici della Finanza. Racconta tutto e fa arrestare numerose persone. E' l’operazione “Flash” del 2005, nome utilizzato non a caso per ricordare la sua attività di fotografo. Le accuse reggono fino alla Cassazione. Ma a non reggere è sua sua serenità quando il ministero dell’interno gli toglie la scorta in quanto ritiene ormai attenuati i pericoli alla sua persona. Ne nacque una battaglia legale davanti alla giustizia amministrativa conclusasi con la riassegnazione del servizio che però, appena nel giugno scorso, Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale revocò nuovamente. "In questo modo si vuole la mia morte", aveva commentato quella decisione.

Nel corso degli anni aveva abbracciato anche la causa dell’associazione antimafia Riferimenti, divenendone il referente regionale e continuando la sua battaglia parlando ai ragazzi, alle giovani generazioni. "Piango un amico con cui ho condiviso speranze e delusioni, vittorie e sconfitte. Gli sono grata. Rimarrà per sempre nel mio cuore insieme a quella Gerbera Gialla che aveva fatto sua, nel segno di un comune riscatto", è stato il commento di Adriana Musella, che aveva voluto Nello Ruello al suo fianco.