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Domenica, 18 Agosto 2019
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Francesco Colonnese intervista l’Euro-Deputata Laura Ferrara

Posted On Martedì, 07 Maggio 2019 11:22
Laura Ferrara Laura Ferrara

D: Cara Laura, inseguirti (intellettualmente parlando) in giro per l’Europa, per noi appassionati di politica, si sta rivelando sempre più complicato: ti lasciamo a Bruxelles e ti ritroviamo a Crotone, il giorno prima sei ad Eboli ed il giorno dopo a Strasburgo. A vederti, sembrerebbe che la tua energia sia inesauribile ma è davvero così? Possiamo affermare che Laura Ferrara non soffre, e non ha mai sofferto, di stress oppure semplicemente riesce a gestirlo bene/meglio di altri?

R: Da sempre ho coltivato la vocazione di mettermi al servizio degli altri, non lesinando mai energie e tempo. In passato lo facevo da volontaria nelle associazioni ed attivista per i diritti umani. Oggi ho il privilegio di rappresentare i cittadini italiani al Parlamento europeo. Il vero antistress è la passione e l’amore per ciò che si fa, avendo sempre in mente l’obiettivo comune di contribuire alla realizzazione di un progetto politico volto a migliorare la vita degli italiani. Quando ti impegni per gli altri, non ti stressi e non ti stanchi mai veramente.

D: Alle scorse politiche, sono stati eletti molti neo-parlamentari tra le fila del M5S (e non solo): che consigli hai dato (o daresti) ai novelli deputati/senatori per gestire telecamere ed interviste pubbliche? Per te, come sono stati gli inizi da questo punto di vista? Hai mai provato (o provi tutt’ora) un po’ di ansia da prestazione oppure, per innato carattere/modo di essere, hai affrontato tutti gli appuntamenti dell’agenda politica e del tuo attivismo con semplicità e spontaneità?

R: Credo che il segreto sia essere sempre se stessi anche davanti alla telecamera. Poi, naturalmente occorre studiare ed essere preparati sugli argomenti da affrontare. Personalmente, dunque, affronto questi appuntamenti con la serietà e l’impegno che richiede una prova del genere senza cercare di perdere la mia spontaneità.

D: Parlare in pubblico è, dall’alba dei tempi, una skill fondamentale per il politico: dopo l’onestà e la preparazione, il cosiddetto Public Speaking vince a mani basse la medaglia di bronzo tra le qualità del perfetto politico. Che rapporto aveva la Laura Ferrara della prima ora con il Public Speaking e, soprattutto, che rapporto ha oggi? Parlare in pubblico ti ha mai creato un po’ di soggezione/imbarazzo oppure nulla di tutto ciò? Ed ancora, quanto ha contato, nella comunicazione politica il tuo percorso di studi e quanto invece il tuo staff?

R: All’inizio certamente è più facile emozionarsi. Col tempo questa emozione riesci a tenerla sotto controllo, ma secondo me è un bene continuare ad averla: si chiama adrenalina e ti aiuta a non sottovalutare l’interlocutore e a non farti mettere in difficoltà. Indubbiamente poi è molto importante essere preparati, leggere molto e, non ultimo, avere un buono staff che svolga l’attività preparatoria di ricerca ed approfondimento sui vari temi dell’attualità politica, e non solo.

D: Gli psicoterapeuti hanno registrato all’interno della società una nuova patologica fonte di ansia, definita FOMO, acronimo di “Fear Of Missing Out” (letteralmente, la “paura di esser tagliati fuori”). Si tratta di un disturbo psicologico contraddistinto dall’uso eccessivo dei social network, che si traduce in un controllo compulsivo di messaggi e aggiornamenti e nella paura di “mancare l’opportunità”. In realtà, questo sentimento ha origini antiche: volendo alleggerirne un po’ la lettura, potremmo affermare che anche la vecchia (buona) abitudine di comprare il giornale la mattina fosse spinta dalla stessa esigenza di informazioni. Ci rendiamo conto immediatamente, però, che le due attitudini siano molto diverse tra loro e, soprattutto, che la prima risulti meno “sana”. Cosa pensi in merito? Che rapporto ha realmente Laura Ferrara con i social network e con il Web in generale?

R: Purtroppo il rischio di finire risucchiati nel vortice emozionale scatenato da un abuso dei social network è reale, soprattutto per chi deve necessariamente rimanere in contatto con il pubblico anche attraverso questi strumenti. Parlo non solo di chi riceve i messaggi della comunicazione politica, cioè i cittadini, ma anche di chi li lancia, ovvero i politici. La cosa più importante credo sia mantenere un buon equilibrio, cercando di evitare forme di uso compulsivo dei social network.

D: Nel tuo dottorato ti sei specializzata con una tesi sul processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e questo denota una certa sensibilità su alcune tematiche oggetto (anche) del mio lavoro di ricerca. Sono proprio gli psichiatri, da più parti del globo, ad aver riscontrato e a lamentare da alcuni anni un preoccupante incremento delle “paure” nei loro pazienti. La paura si sta rivelando una vera e propria industria e la politica, che dovrebbe offrire risposte ed alternative ad essa, per certi versi sembra invece fomentarla. Senza entrare troppo nel personale, da libera cittadina qual è il tuo rapporto con la paura? Stando sempre a contatto con le persone, che paure hai riscontrato più frequentemente? Ma soprattutto (e con questa domanda ci salutiamo) di cosa la società italiana, ed in particolare i giovani, non devono avere paura?

R: Credo che la paura sia dettata principalmente dall’ignoranza, ovvero dalla mancanza di conoscenza dell’altro. La paura rende purtroppo più facilmente strumentalizzabili le persone, portandole a “lottare” contro nemici sociali spesso inesistenti. I giovani dunque devono informarsi, approfondire, esaminare in maniera critica. Perché è solo seguendo un percorso di apertura all’informazione che ci si apre anche al nuovo e al diverso e si superano diffidenze e paure.

 

Francesco Colonnese 

 

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