Il 1999 nasce “La Provincia Cosentina”, fondato dalla società “Il Mezzogiorno Srl”. Il primo numero “prova” viene distribuito in edicola il 20 gennaio 1999, le pubblicazioni regolari hanno inizio il 28 gennaio 1999. L’ultimo numero in edicola uscirà il 28 luglio 2008.
“La Provincia Cosentina” uscì in edicola per ben nove anni e sei mesi. Un periodo certamente non trascurabile considerando le difficoltà editoriali per una regione difficile come la Calabria che, notoriamente, è poco propensa alla lettura. Una formula vincente, quella di dedicare ampi spazi e pagine alle realtà locali di una vastissima provincia che conteggiava allora ben 155 comuni. Il primo direttore responsabile de “La Provincia Cosentina” è stato il giornalista professionista Francesco Dinapoli.
Un quotidiano che, già al suo avvio, poteva contare su una redazione centrale e sei uffici di corrispondenza. Paola per il basso Tirreno, Rossano per il basso Ionio, Corigliano, per la zona ionica, Scalea per l’alto Tirreno e Castrovillari per l’area del Pollino. Oltre ottanta erano i corrispondenti coadiuvati dai giornalisti professionisti che gestivano la redazione centrale. Già dopo solo un anno dalla prima pubblicazione la tiratura aveva raggiunto le 5.000 copie ed il venduto effettivo superava le 3.500 copie al giorno. In seguito il giornale viene acquistato dall’imprenditore Rolando Manna, Presidente de”Il Mezzogiorno Spa” con amministratore delegato Luigi Vizza.
Nuovo direttore è Marco Sodano, proveniente da “La Stampa” di Torino. Dopo Marco Sodano subentra Genevieve Makaping, prima donna non italiana a dirigere una testata giornalistica. Nell’ultima fase il direttore è Antonello Troja e la proprietà dl giornale passa ad una Cooperativa . I debiti accumulati, le difficoltà gestionali porteranno al fallimento della testata. Fallimento con chiusura definitiva.
Questa la storia, a grandi linee, della gestione aziendale. Ben più interessante è, invece, la fucina giornalistica che “La Provincia Cosentina” ha rappresentato per tanti giovani che si sono avvicinati con passione e spirito di sacrificio al mestiere di giornalista. In molti di coloro i quali vi hanno lavorato ed hanno vissuto anche l’esperienza formativa ed esaltante di vivere in una redazione con la disperata caccia della notizia, con il desiderio di accaparrarsi lo scoop e di fare buca ai concorrenti. Una bella esperienza con uno staff di giornalisti appassionati e veri amanti di una professione tanto bella quanto difficile di quella del giornalista. Tante le difficoltà e tanta la passione. Un ricordo indelebile ed incancellabile per tutti quei giornalisti e corrispondenti che hanno vissuto quegli anni, che, purtroppo, non ritorneranno più.
Gianfranco Bonofiglio