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Mercoledì, 17 Ottobre 2018
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L’ultima chiamata di Stefania Signore al marito: “Aiuto”, poi la tragedia

Posted On Lunedì, 08 Ottobre 2018 21:10
Angelo Frija e la moglie Stefania Signore Angelo Frija e la moglie Stefania Signore

Il volto cupo di Angelo Frija, operatore turistico di Curinga (Cz), marito di Stefania Signore, la donna morta a San Pietro Lametino dopo essere stata travolta dalla piena di un torrente insieme ai suoi figli di 7 e 2 anni, non ha bisogno di ulteriori descrizioni. Una telefonata, poi la ricerca disperata: una notte insonne durante la quale si è consumata una terribile tragedia. E’ stato lui a sentire per l’ultima volta la moglie. La donna, insieme a due figli, stavano rientrando a casa nella frazione Mortilla di Gizzeria. Erano stati dai genitori del padre, a Curinga. Probabilmente non avevano previsto un maltempo così forte: sono stati sorpresi dalla violenza del nubifragio nel punto più difficile, in aperta campagna, non lontano dalla zona industriale di Lamezia Terme.

Alle 20.15 Stefania chiama il marito: “Aiuto”. Poche parole, poi il silenzio. Immediata la ricerca, terminata nel dramma. Il corpo della donna e di Cristian, il più grande dei suoi bambini di appena 7 anni, sono stati trovati in un fosso di scolo, distante alcune centinaia di metri dal luogo in cui è stata rinvenuta la macchina su cui i tre viaggiavano, una Alfa Romeo Mito. E’ stata la violenza dell’acqua a travolgere la famiglia ed a non lasciar loro scampo. Proseguono al momento le ricerche del più piccolo.

Stefania era una donna solare, con un sorriso aperto e spontaneo, come si mostrava nelle molte fotografie che la ritraggono insieme al marito e ai figli nel suo profilo Facebook. Lavorava in un call center ed aveva studiato nel liceo “Campanella” della città. Aveva trent’anni ed era piena di vita: sposata molto giovane, era riuscita a realizzare il sogno di molti, costruire una di quelle che possono definirsi “una famiglia felice”.

Angelo Frija ha cercato disperatamente di trovare sua moglie e i suoi figli, invano. Il giorno dopo la scomparsa ha raggiunto a piedi la zona dove sono stati recuperati i corpi di Stefania e di Cristian. Nessuna parola. Solo silenzio. Che cosa si può dire del resto di fronte a una tragedia di tale portata? Si può denunciare il malfunzionamento dei sistemi di allentamento, si può denunciare la cattiva prevenzione nella gestione di strade, torrenti e fiumi, si può denunciare un sistema sbagliato e corrotto. Certo. Lo si può e lo si deve fare, per evitare che tragedie come queste si ripetano.

Tuttavia, il giorno dopo, non rimane altro che il silenzio. Silenzio. Perché nessuna parola, nessun buono proposito potrà alleviare il dolore di morti così ingiuste, in una notte in cui la vita, travolta dalla violenza della natura, è stata tradita dall’incuria dell’uomo. Intanto la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo in relazione alla morte di Stefania Signore, del figlio Cristian, 7 anni, e per la scomparsa dell'altro figlio, Nicolò, di 2 anni.

Si tratta di un atto dovuto per fare piena luce su quanto avvenuto giovedì sera. Il procuratore di Lamezia, Salvatore Curcio, avrebbe inviato nella zona geologi, ingegneri e medici legali. Un pool di esperti che dovrà ricostruire le cause della piena, dell'esondazione e le eventuali responsabilità in termini di gestione e prevenzione del territorio. Le ricerche del figlioletto di due anni della donna sono andate avanti per tutta la notte approfittando anche di una situazione meteo in miglioramento su tutta la Calabria, ma fino ad ora del piccolo nessuna traccia. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco che stanno utilizzando anche le ruspe per rimuovere l'ammasso di fango e detriti che si è depositato sulle sponde del torrente.

Oggi a Lamezia terme arriverà la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per visitare le zone più colpite e portare la sua vicinanza alla popolazione. Decine di volontari si sono aggiunti oggi ai soccorritori impegnati nelle ricerche di Nicolò, il piccolo di 2 anni scomparso giovedì durante il nubifragio. L'appello è partito ieri sui social, con amici e congiunti di Stefania Signore, la madre di Cristian, morto con lei a 7 anni, e di Nicolò, che hanno chiesto aiuto a chiunque volesse contribuire alle ricerche. Sono arrivate tante persone da Curinga, dove la famiglia viveva, ma anche dai centri vicini. Tutti con attrezzi per scavare, hanno raggiunto la zona dove vengono coordinate le ricerche, venendo organizzati per aumentare il raggio d'azione.

"La comunità di Curinga è distrutta per quanto avvenuto - ha spiegato una donna impegnata a scavare nel fango - così come lo sono tutti i paesi del circondario. Per questo abbiamo deciso di essere qui per aiutare i soccorritori che stanno facendo un lavoro straordinario".

 

 

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