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Sabato, 22 Settembre 2018
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22 febbraio/10 marzo 2018 - Zofia Lipecka "CI GUARDANO" a cura di Roberto Sottile

Posted On Martedì, 13 Febbraio 2018 09:56

Dal 22 febbraio al 10 marzo, nelle sale espositive del Museo del Presente di Rende, si terrà la mostra multimediale “Ci guardano” dell’artista polacca-francese Zofia Lipecka. La mostra, che sarà completamente gratuita, si inserisce nella ricorrenza delle Settimane della Memoria della Shoah ed è stata organizzata dall’Amministrazione comunale di Rende e dall’Assessorato alla Cultura. In esposizione ci saranno venticinque ritratti a carboncino, un ritratto a colori e il video Varsavia - Malkinia.

I ritratti a carboncino sono eseguiti sulla base delle fotografie e dei filmati d’archivio, ripresi dai tedeschi nel ghetto di Varsavia alla vigilia della deportazione della popolazione verso il campo di sterminio di Treblinka, mentre il ritratto a colori mostra una bambina curda appartenente alla minoranza religiosa yazida brutalmente perseguitata dallo Stato Islamico, e ci ricorda l’attualità dei crimini contro le popolazioni civili. Il video, invece, riporta la testimonianza della deportazione a Treblinka del 1942 di uno dei pochissimi sopravvissuti, Jankiel Wiernik, in occasione del sessantottesimo anniversario dell’evento.

A differenza del discorso istituzionalizzato e stereotipato sulla memoria della Shoah, la rappresentazione delle vittime al centro della mostra è resa volutamente problematica. Lipecka lavora sulle immagini dei volti del Ghetto di Varsavia che appaiono spesso nelle raffigurazioni della Shoah, ma è consapevole di aver a che fare con fotografie scattate nel ghetto dai tedeschi, e quindi dal punto di vista dei carnefici. Partendo da quegli scatti, Lipecka si concentra proprio sullo sguardo: gli sguardi diretti verso l’obiettivo, creati in alcuni casi proprio dall’artista, interrogano noi spettatori, ci accusano e ci prendono a testimoni in un atto di resistenza individuale e collettiva. Il richiamo, allo stesso tempo, alla dignità e al terrore, proposto dall’artista, e il contatto diretto tra i loro e i nostri occhi, ci suggerisce una maniera di ricordare più empatica e, quindi, forse, più umana.

Come scrive Wlodek Goldkorn nella Prefazione al Catalogo: “Ecco, gli occhi delle vittime, ridisegnati da Lipecka, non sono più gli occhi delle vittime ritratte dai carnefici, ma sono gli occhi raccontati da una artista che, per ragioni anche personali, è da moltissimo tempo coinvolta nel lavoro della costruzione di una memoria che ci parli di noi stessi e non solo dell'oggetto di questa memoria” Dal 22 Febbraio al 10 Marzo, nelle sale espositive del Museo del Presente di Rende, si terrà la mostra multimediale “Ci guardano” dell’artista polacca-francese Zofia Lipecka. La mostra, che sarà completamente gratuita, si inserisce nella ricorrenza delle Settimane della Memoria della Shoah ed è stata organizzata dall’Amministrazione comunale di Rende e dall’Assessorato alla Cultura.

In esposizione ci saranno venticinque ritratti a carboncino, un ritratto a colori e il video Varsavia – Malkinia. I ritratti a carboncino sono eseguiti sulla base delle fotografie e dei filmati d’archivio, ripresi dai tedeschi nel ghetto di Varsavia alla vigilia della deportazione della popolazione verso il campo di sterminio di Treblinka, mentre il ritratto a colori mostra una bambina curda appartenente alla minoranza religiosa yazida brutalmente perseguitata dallo Stato Islamico, e ci ricorda l’attualità dei crimini contro le popolazioni civili. Il video, invece, riporta la testimonianza della deportazione a Treblinka del 1942 di uno dei pochissimi sopravvissuti, Jankiel Wiernik, in occasione del sessantottesimo anniversario dell’evento.

A differenza del discorso istituzionalizzato e stereotipato sulla memoria della Shoah, la rappresentazione delle vittime al centro della mostra è resa volutamente problematica. Lipecka lavora sulle immagini dei volti del Ghetto di Varsavia che appaiono spesso nelle raffigurazioni della Shoah, ma è consapevole di aver a che fare con fotografie scattate nel ghetto dai tedeschi, e quindi dal punto di vista dei carnefici. Partendo da quegli scatti, Lipecka si concentra proprio sullo sguardo: gli sguardi diretti verso l’obiettivo, creati in alcuni casi proprio dall’artista, interrogano noi spettatori, ci accusano e ci prendono a testimoni in un atto di resistenza individuale e collettiva. Il richiamo, allo stesso tempo, alla dignità e al terrore, proposto dall’artista, e il contatto diretto tra i loro e i nostri occhi, ci suggerisce una maniera di ricordare più empatica e, quindi, forse, più umana.

Come scrive Wlodek Goldkorn nella Prefazione al Catalogo: “Ecco, gli occhi delle vittime, ridisegnati da Lipecka, non sono più gli occhi delle vittime ritratte dai carnefici, ma sono gli occhi raccontati da una artista che, per ragioni anche personali, è da moltissimo tempo coinvolta nel lavoro della costruzione di una memoria che ci parli di noi stessi e non solo dell'oggetto di questa memoria” Dal 22 febbraio al 10 marzo, nelle sale espositive del Museo del Presente di Rende, si terrà la mostra multimediale dell’artista polacca-francese Zofia Lipecka “Ci guardano” a cura del critico d’arte Roberto Sottile. La mostra, nella ricorrenza delle Settimane della Memoria della Shoah, è promossa dall’Amministrazione comunale di Rende e dall’Assessorato alla Cultura diretto dalla Prof.ssa Marta Petrusewicz. In esposizione ventitre ritratti a carboncino, un ritratto a colori e il video Varsavia – Malkinia. Zofia Lipecka vive e lavora a Parigi dal 1975. Dopo gli studi in storia dell’arte alla Sorbonne e in pittura a l’École Nationale Supérieure des Beaux Arts, realizza una serie di installazioni ottiche che evocano l’universo concentrazionario e la distruzione della natura.

Il suo lavoro è stato sconvolto da quando, nel 2001, è venuta a conoscenza della partecipazione dei polacchi al genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Da allora, l’artista è impegnata a perpetuare la memoria della Shoah, legandola sempre al presente. I ritratti a carboncino, nella mostra al Museo del Presente di Rende, sono eseguiti sulla base delle fotografie e dei filmati d’archivio, ripresi dai tedeschi nel ghetto di Varsavia alla vigilia della deportazione della popolazione verso il campo di sterminio di Treblinka, mentre il ritratto a colori ritrae una bambina curda appartenente alla minoranza religiosa yazida brutalmente perseguitata dallo Stato Islamico, e ci ricorda l’attualità dei crimini contro le popolazioni civili.

Il video, invece, riporta la testimonianza della deportazione a Treblinka del 1942 di uno dei pochissimi sopravvissuti, Jankiel Wiernik, in occasione del sessantottesimo anniversario dell’evento. Partendo da quegli scatti, Lipecka si concentra proprio sullo sguardo: gli sguardi diretti, creati in alcuni casi proprio dall’artista, interrogano noi spettatori, ci accusano e ci prendono a testimoni in un atto di resistenza individuale e collettiva. Come scrive Wlodek Goldkorn nella Prefazione al catalogo: “Lipecka ha usato un dispositivo di narrazione elementare, in apparenza, ma sofisticatissimo e potente. Con il suo sguardo, e con l'aiuto degli strumenti di mestiere, ha rovesciato lo sguardo dei boia e quindi il nostro (e il suo) sguardo. A che cosa serve l'arte se non a ribaltare il linguaggio e lo schema semantico proposto o imposto dal potere, anche se in questo caso da un potere, per fortuna, defunto?

 Ecco, gli occhi delle vittime, ridisegnati da Lipecka, non sono più gli occhi delle vittime ritratte dai carnefici, ma sono gli occhi raccontati da una artista che, per ragioni anche personali, è da moltissimo tempo coinvolta nel lavoro della costruzione di una memoria che ci parli di noi stessi e non solo dell'oggetto di questa memoria.” Alla serata inaugurale del 22 febbraio con inizio alle ore 18.00, dove sarà presente l’artista Zofia Lipecka, interverranno: Marcello Manna, sindaco di Rende; Marta Petrusewicz, Assessora alla cultura; Roberto Sottile, Critico d’arte e curatore; Paolo Jedlowski, Docente di sociologia all’Unical; Roque Pugliese, Responsabile per la Calabria della Comunità Ebraica. La mostra sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 10 marzo 2018 nei seguenti orari: dal martedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Domenica apertura dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Chiuso lunedì.

 

 

 

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